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Startup innovative: i consigli della dottoressa Natalina Gatti

Natalina Gatti, è Dottore Commercialista & Revisore Legale dei Conti e la sua specializzazione verte soprattutto su start up innovative e PMI. Grazie alla sua consulenza sono già molte le realtà che hanno potuto raggiungere il successo e accedere a diverse agevolazioni.

Dal 2010, la dott.ssa Natalina Gatti è anche Custode Giudiziario e Delegato al Compimento delle Operazioni di Vendita del Tribunale di Roma, e dal 2019 è tra i Gestori dell’Organismo di Composizione della Crisi dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. 

L’importanza della validazione del business model per le startup innovative

Le startup innovative sono caratterizzate dall’incertezza e rispetto a business tradizionali queste imprese si trovano a confrontarsi con una situazione nuova di cui non si conosce il mercato, il target e possibili sviluppi. Appare chiaro, quindi che la validazione del business model è un’attività essenziale perché permette di confrontare immediatamente i segmenti di clientela e e verificare se effettivamente c’è mercato per il prodotto e/o il servizio ad alto valore tecnologico che si propone.
Nerio Alessandri, CEO e fondatore di Technogym, che oggi è leader mondiale nella produzione di attrezzi per lo sport ed è quotata alla borsa di Milano ha iniziato proprio così.
Alessandri era un designer e nel 1981aveva contattato Armani perché voleva avviare un punto vendita Emporio Armani a Cesena, ma l’incontro non andò a buon fine. Come spesso accade, da un fallimento nascono opportunità e in quegli anni, Alessandri si dedicava anche alla palestra, allora riservata solo a una minoranza.
Da questa sua passione è nata la startup che poi è diventata la TechnoGym: Alessandri, infatti, voleva realizzare macchine specifiche per gli allenamenti per renderli semplici e alla portata di tutti.
Nerio Alessandri passò il tempo libero al design di questo progetto realizzando i primi modelli e chiedendo ai clienti e ai titolari di palestre se questi potessero davvero funzionare: in pratica, effettuò la validazione del business model proprio secondo il lean system, metodo in cui si parte da un’idea, si concentrano tutte le proprie forze a sviluppare e produrre quello che veramente i clienti vogliono.

Statuto e fundraising: quale clausole deve contenere

Lo statuto in una startup innovativa non determina solo i rapporti tra i soci, ma deve essere strutturato per poter gestire investimenti e aumenti di capitale e per agevolare le attività di fundraising. 

L’aumento del capitale sociale della startup innovativa, ad esempio, che è un valore ben diverso dal prezzo di mercato dell’impresa, deve contenere 2 clausole specifiche per agevolare le attività di fundraising: si tratta della clausola di prelazione e la clausola tag along. Da escludere, invece, la clausola di drag along che non favorisce i soci nel partecipare all’aumento di capitale sociale.

La clausola di prelazione permette ai nuovi soci il diritto di prelazione per un futuro aumento del capitale sociale, mentre la clausola di tag along  fa si che i soci possano vendere le quote di minoranza nel caso non possano avvalersi della prelazione. La clausola drag along lascia i soci alle prese con le decisioni della maggioranza.

A volte queste clausole vengono inserite nei patti parasociali, ma non hanno valore nei confronti di terzi. Ecco perché, se si vuole redigere unp statuto ad-hoc per una startup e che tenga conto di tutti questi aspetti, è importante affidarsi a una consulenza di un commercialista specializzato.

Quali sono gli adempimenti periodici previsti per le startup innovative

É importante che le startup abbiano sempre aggiornata la contabilità. Questo vuol dire che devono aggiornare le informazioni fornite all’iscrizione entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro i 6 mesi dalla chiusura di ciascun esercizio. Se ciò non viene fatto, si rischia la cancellazione automatica dall’elenco speciale e anche la perdita delle agevolazioni previste per queste imprese innovative.

Ogni mese, quindi, va consegnata al commercialista la prima nota della società: questo consente al professionista di redigere il il bilancio nei termini previsti. Affidarsi a un professionista esperto in startup innovative, vuol dire anche evitare di perdere le agevolazioni.

Per maggiori informazioni vai alla guida https://natalinagatti.com/guide/startup-innovative
Per una consulenza riempi il form: https://natalinagatti.com/contattaci
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Aisha Zar e i suoi legamenti d’amore efficaci

Il mondo dell’Occulto, grazie ai suoi rituali magici efficaci, come i legamenti d’amore garantiti al 100% di Aisha Zar, viene in aiuto di chi soffre di problemi di cuore. Infatti, sempre più persone si rivolgono a lei perché anche le situazioni più negative possono esser ribaltate con questi rituali.  

Cosa sono i legamenti d’amore e come funzionano

Se si vuole riconquistare una persona o attirare a sé qualcuno che si piace, è possibile realizzare i propri sogni con i legamenti d’amore garantiti. Si tratta di rituali magici della Magia Nera, un’antica arte utilizzata dai professionisti dell’Occulto con la quale è possibile appellarsi alle forze sovrannaturali, dette Entità, per ottenere quello che viene richiesto.

A queste misteriose presenze viene chiesto di influenzare la sfera energetica della persona oggetto del rituale magico e di influenzare il suo amore e la passione. Le manipolazioni possono così attrarre e legare delle persone a delle altre. Chi ha una lunga esperienza in merito riesce a intercedere in modo efficace con queste forze oscure e può offrire dei legamenti d’amore garantiti.

I legamenti d’amore di Aisha Zar sono rituali di successo e molto versatili, tanto che possono attrarre sia persone del sesso opposto che dello stesso sesso, è necessario solo che via sia alla base una forte passione e la voglia di conquistare il cuore dell’altra persona.

Chi è Aisha Zar

Aisha Zar si è dedicata con passione al mondo dell’esoterismo e del paranormale fin da quando aveva appena 16 anni, proprio seguendo le orme della nonna e della mamma. tra le varie tipologie di Magia, quella Nera Evocativa ha catturato la sua attenzione perché le permetteva di stabilire un contatto con queste Entità.

Tutto è nato da una sua esigenza personale perché, durante la sua gioventù, voleva trovare un legamento d’amore che era in grado di offrire un risultato certo. Anche se la giovane Aisha era bella e affascinante, aveva sfortuna in amore e non desiderava accontentarsi. Si innamorava di uomini bellissimi e facoltosi, ma con i quali aveva difficoltà a fare il primo approccio in alcune circostanze.

Il mondo della Magia e al Paranormale le ha donato quello che con i ” mezzi umani ” non aveva raggiunto. Così, dopo un primo periodo di scetticismo, Aisha Zar ritenute tra le più famose sensitive, è riuscita a risolvere gli amori non corrisposti. Dopo un lungo studio e la pratica, ha individuato un vero rituale e dei metodi esoterici con successo garantito.

Con i legamenti d’amore di Aisha Zar si può ottenere qualunque legatura in Amore e i risultati sono garantiti: le Entità riescono a risolvere anche i casi difficilissimi. I rituali di Magia Nera Evocativa sono molto impegnativi e complessi, richiedono tempi tecnici, ma danno un risultato certo.

Attenzione però perché, se si richiede un legamento d’amore, è meglio essere certi dei propri desideri poiché questo legame difficilmente potrà poi essere annullato: infatti, le persone attratte coni rituali di Aisha Zar rimarranno fedeli a vita e innamorate.

Per conoscere ulteriori dettagli sui legamenti d’amore garantiti al 100% basta contattare la sensitiva Aisha Zar via e-mail aishazar67@gmail.com oppure su Telegram Messenger.

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A TIKI TAKA TORNA LA PSICOLOGA FRANCESCA CENCI: AURIEMMA è DEPRESSO

A TIKI TAKA TORNA LA PSICOLOGA FRANCESCA CENCI: AURIEMMA è DEPRESSO

A seguito del pareggio del Napoli con Hellas Verona, il Napoli resta fuori dalla Champions e questo destabilizza fortemente i ragazzi del Napoli e tutto il contorno, tifosi inclusi. I ragazzi si buttano a terra e piangono, il giornalista Napoletano Raffaele Auriemma ovviamente arrabbiato e deluso. Chiambretti con la solita fresca ironia, dice che Auriemma ha bisogno di uno psicologo e così chiede un commento alla nota psicologa dello sport Francesca Cenci, già stata presente a Tiki Taka e molto apprezzata dal pubblico.

Francesca Cenci commenta con grande professionalità il problema dei ragazzi del Napoli, che emotivamente non hanno retto alla pressione e forse il primo dei loro tifosi Auriemma ha provato le stesse emozioni amplificate e negative. Auriemma forse resta impreparato a fronte della “diagnosi” della psicologa, e le dice di essere Juventina. La psicologa Francesca Cenci si difende, dicendo di non essere tifosa, ma di essere una sportiva, cosa ben diversa. Putiferio in studio, come tutte le volte che la Dottoressa è stata invitata. Forse i “poltroni” non sono abituati ai Dottori?

CHI è Francesca Cenci

Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport Coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio, psicologo del centro di preparazione Olimpica di Tirrenia e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Privatamente da tanti anni segue personalmente vari atleti professionisti.

Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO e ha commentato argomenti calcistici a Tiki Taka su Italia1.

È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.

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Marianna Vertola, dalla moda alla Tv

Marianna Vertola è decisamente una delle showgirl più amate del momento, ma anche una vera e propria star su Instagram dove ha oltre 250mila followers. La bella Marianna, dopo aver un trascorso da giovanissima nel mondo della moda, tra sfilate e shooting fotografici, è approdata con successo ai programmi televisivi.

Di pari passo con la sua carriera nel mondo dello show business, però, Marianna Vertola si è dedicata anche allo studio. Infatti, ha conseguito la maturità scientifica, approfondendo gli studi e la pratica della dizione, bon ton, portamento e posa fotografica. Attualmente, Marianna, tra le altre cose, è una studentessa di Scienze della Comunicazione e parla fluentemente Inglese.

Marianna Vertola sembra essere abituata ai riflettori dello spettacolo e ha iniziato la sua carriera a soli 12 anni, diventando anche testimonial della Qatar Airways, ma sempre sognando la televisione. Tra le prime esperienze in Tv, la bella Marianna Vertola ha affiancato Raffaele Auriemma nella conduzione del programma “Si gonfia la rete”, dedicato al calcio napoletano e andato in onda sulle reti locali.

La bellezza e il carisma di Marianna Vertola le ha permesso di arrivare alle tv nazionali dove ha condotto il reality “Eight Rooms”, andato in onda su Canale Italia, in cui partecipava come concorrente anche l’affascinante Nina Moric. E’ stato nel 2019, però, a “Temptation Island” che Marianna ha stregato tutti, i partecipanti sull’isola ed il pubblico a casa. Durante questa esperienza, Marianna Vertola, entrata come “tentatrice”, ha sconvolto la coppia formata da Cristina e David. Dopo essersi lasciata andare in un ballo particolarmente sensuale con il bel David, la reazione di Cristina non è tardata ad arrivare.

Marianna Vertola è una vera ammaliatrice e, anche sul palcoscenico di Uomini & Donne del 2020 è riuscita a creare non poco scompiglio. Infatti, tra le sue mire è finito il tronista Carlo Pietropoli che, ovviamente, non è riuscito a resistere al fascino della bella showgirl napoletana. Tra i due è nato subito un piacevole feeling che è ha portato poi la coppia anche a fare qualche uscita in esterna.

Marianna Vertola, come si legge sul suo sito ufficiale, ha un fisico statuario con tratti mediterranei: infatti, è alta 1,79, ha capelli castani, occhi color verde acqua e veste la taglia 40. “Oltre le gambe c’è di più”, diceva Sabrina Salerno ed è proprio questo il caso: a colpire non è solo il fisico di Marianna, ma anche la sua verve e la sua simpatia che, tra l’altro, traspare anche dai suoi tantissimi post su Instagram.

Marianna Vertola è molto riservata e non si sa molto della sua vita privata. Dalle foto del suo Instagram si intravede la sua casa, a Napoli, dove abita con la famiglia ed alcuni animali. La sua gatta e la pappagallina Sophie sono quasi sempre presenti nelle sue foto. Oltre ad avere la passione per gli animali, però, Marianna ama anche il calcio e i viaggi. Tra le ultime destinazioni di Marianna ci sono state Londra e Dubai e qui, un bello scatto in bikini, la ritrae presso un club esclusivo dove si era recata per festeggiare il suo compleanno.

 

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A Vercelli per il lungometraggio “LUPO BIANCO”

Vercelli si trasforma in set cinematografico. Nella città  piemontese si svolgeranno le riprese del film “Lupo Bianco”, ispirato alla vera storia del filantropo vercellese Carlo Olmo che grazie alla sua generosità a marzo ha acquistato e distribuito gratuitamente alla popolazione, ai medici e agli infermieri oltre 160 mila mascherine e dispositivi di protezione individuale permettendo di contenere la diffusione del Coronavirus.

A breve si svolgeranno i provini tramite streaming per comparse e piccoli ruoli (per candidarsi inviare un’email a castinglupobianco@outlook.it) .
Per gli attori sarà una bella occasione per recitare in un lungometraggio che si preannuncia carico di emozioni, e che sicuramente farà parlare la critica e il grande pubblico.

Per i provini si ricercano le parti di Carlo bambino (un bambino di 6 e uno di 8 anni), di Carlo adolescente (14 anni) e un ragazzo di 13/15 anni che sappia recitare e praticare il Kung Fu e/o Karate  e infine  comparse  dai 18 ai 60 anni .

La produzione esecutiva di CinemaSet  è già al lavoro: il film, ideato da Diego Cammilleri, è stato scritto da Stephanie Beatrice Genova e sarà diretto dal regista Tony Gangitano. Sono pronte anche le musiche a cura di Serena Rubini, Marco Giva, Silvia Poy e Francesco Cilione.
Formato il cast inizieranno subito le riprese che si svolgeranno a Vercelli e provincia, a Bergamo, a Palermo e a Roma.

Il film “Lupo Bianco” – che arriverà nelle sale cinematografiche alla fine  del 2021 – è un lungometraggio che ripercorre la vita di Carlo Olmo, avvocato e maestro dell’Accademia Shen Qi Kwoon Tai di Vercelli che grazie alla sua generosità e ai suoi importanti contatti con la comunità cinese (sia in Italia sia in Cina) è riuscito a recuperare e a donare nel momento di maggiore bisogno oltre 160 mila tra mascherine e protezioni individuali che hanno permesso di contenere il contagio.
Olmo, mentre in Italia era difficile trovare anche le semplici mascherine chirurgiche, aveva fatto pervenire un ingente e costoso carico di dispositivi di protezioni individuali che ha distribuito gratuitamente ai cittadini, ai medici di famiglia, ai medici e agli infermieri che lavoravano negli ospedali e nelle case di riposo. Ma Olmo non ha pensato soltanto alla sua comunità. Infatti parte del carico era stato destinato anche agli ospedali delle vicine Lombardia e Liguria che in quelle settimane erano nel caos.

La  generosità di Carlo Olmo non è passata inosservata e il l’avvocato piemontese è stato premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che gli ha conferito il titolo di Cavaliere. Una cerimonia intensa durante la quale oltre una cinquantina di cittadini sono stati insigniti del cavalierato per aver – a diverso titolo – contribuito a contrastare la diffusione della pandemia in Italia.

Il film “Lupo Bianco” non racconterà soltanto dell’impegno di Olmo in questa difficile emergenza sanitaria. Ma ripercorrerà tutta la vita del filantropo piemontese che è stato adottato da un ricco avvocato che lo ha portato via da un orfanotrofio dove aveva subito anche abusi sessuali. Olmo ha dedicato la sua vita allo studio delle filosofie orientali, alla pratica delle arti marziali e soprattutto all’aiuto al prossimo.
E sarà proprio l’attenzione alle persone che vivono in una condizione di bisogno la “morale” di questo film. “Lupo Bianco” ha infatti ottenuto il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione e il prossimo anno scolastico verrà proiettato nelle scuole italiane. Lo scopo non è solo quello di raccontare una bella storia, ma di sollecitare nello spettatore lo spirito di generosità che da sempre muove le azioni di Carlo Olmo affinché, fin dai banchi di scuola, si impari a guardare oltre il proprio orticello e a mettersi a disposizione della comunità

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NurSind Care Film Festival: una nuova collaborazione con Antonio Chiaramonte

Il mondo del cinema è sicuramente un ambiente dinamico e fiorente.

Tuttavia non è così comune che si usi questo meraviglioso mezzo per portare avanti messaggi e tematiche importanti, e soprattutto provare a fare la differenza a livello sociale.

Fortunatamente si è aperta una nuova collaborazione tra due importanti protagonisti della scena cinematografica attuale: CinemaSet e NurSind Care Film Festival  .

Una partnership stimolante quella tra CinemaSet  e NurSind Care Film Festival, che va alla ricerca del nuovo, fiuta l’originalità dei processi creativi e li attualizza concretamente.

Entrambe creano aperture nella storia, visioni abbaglianti, punti di connessione tra la realtà e le sue innumerevoli proiezioni.

Il NurSind Care Film Festival è il PRIMO CONCORSO INTERNAZIONALE PER CORTOMETRAGGI SUL TEMA DEL “PRENDERSI CURA”, e con la prossima raggiungerà la sua IV, fortunata edizione.

NurSind Care Film Festival

Questo innovativo festival nasce con lo scopo di diffondere proprio la cultura del “prendersi cura”, partendo dal presupposto che nessun essere umano può bastare a sé stesso ma, in un’ottica sistemica, ogni essere umano vive all’interno di un legame di interdipendenza con altri esseri umani.

In altre parole, ognuno di noi non può fare a meno dell’altro.

Un messaggio sicuramente profondo e molto importante, che apre a diversi spunti per riflessioni di alto livello ed iniziative necessarie.

Per questo motivo la nuova collaborazione con CinemaSet, impegnata come poche altre case di produzioni a livello sociale, promette di regalare grandi emozioni e soddisfazioni.

NurSind Care Film Festival – la dichiarazione di Antonio Chiaramonte

Proprio riguardo questa fortunata collaborazione, abbiamo voluto riportare la dichiarazione rilasciata dal presidente della CinemaSet, il produttore cinematografico Antonio Chiaramonte.

NurSind Care Film Festival

“Sono felice di annunciare –  dichiara Antonio Chiaramonte –  che è nata una nuova collaborazione molto importante per CinemaSet con il prestigioso NurSind Care Film Festival.

E’ bastata solamente una lunga conversazione telefonica, dato le distanze chilometriche che dividono le nostre due sedi, per trovare uno scambio di prospettive e vedute, avendo già in comune il tema principale del “prendersi cura”.

Nei giorni successivi, ciò discusso telefonicamente, è stato concordato personalmente con la direzione amministrativa e artistica del festival.

Un festival che si impone già nella scena internazionale, un’impronta all’avanguardia ed una occasione in più per approfondire insieme le problematiche sociali e cercare di contribuire con il nostro lavoro a migliorarle.

Il prossimo anno a fare da cornice al festival ci saranno alcune novità assolute che molto presto saranno rese note alla stampa.”

Non ci resta quindi che attendere, certi che questo connubio appena nato ci riserverà sicuramente incredibili sorprese.

L’arte e soprattutto il cinema come mezzo per il sociale è un’iniziativa potente, un modo per far arrivare a tutti un messaggio importante, perciò ci auguriamo che questa sia solo la prima di tante collaborazioni.

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Parlamento al voto per eleggere il presidente della Commissione Europea

Si chiama Ursula von der Leyen la candidata alla presidenza della Commissione Europa. Il voto avverrà oggi a Strasburgo dove gli europarlamentari saranno chiamati a decidere se eleggere o meno la ministra della difesa tedesca come presidente della Commissione dell’UE. Circa 200 milioni di persone hanno votato alle elezioni del Parlamento Europeo ed ora una delle prime azione di quest’ultimo dovrà essere quella di nominare il prossimo presidente della Commissione. Se la votazione non andrà a favore della candidata, il Consiglio Europeo avrà un mese di tempo per scegliere un’altra persona.

Chi è Ursula von der Leyen

La candidata scelta dai leader europei è un membro del partito che ha vinto la maggior parte dei seggi al parlamento. Il giorno dopo la sua nomination, von der Leyen ha incontrato il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e i vari gruppi politici, per ottenere la loro fiducia.  Durante il suo discorso al Parlamento ha fatto riferimento a Simone Veil, prima presidente donna, dicendo: “Quarant’anni dopo finalmente è di nuovo una donna ad essere candidata alla Presidenza della Commissione europea”.

Continua dicendo che sarà nemica di chi vuole indebolire l’Europa, la quale invece va rafforzata. Riguardo al voto dice di essere sollevata di non ricevere il consenso dei sovranisti e afferma che non ricevere il loro voto lo considererà un premio per ciò che lei ha fatto durante il suo lavoro. Sul tema immigrazione la sua posizione è quella che, giustamente, le vite in mare vanno salvate e inoltre dice che “L’UE ha bisogno di frontiere umane, dobbiamo salvare le vite, ma dobbiamo anche ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti”.

Per quanto riguarda la Brexit, invece, la candidata è disposta a prorogare il processo di uscita se ci fosse bisogno di più tempo per motivi validi. In ogni caso, comunque vadano le cose, il Regno Unito rimarrà un alleato dell’Europa e un partner economico. Un altro tema molto importante per la candidata tedesca è quello del salario minimo europeo: “Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa”.

Foto:  I Nuovi Vespri ;Irish time

 

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Grave blackout a Manhattan. Oltre 40 mila persone senza luce

Si è verificato sabato sera (circa sei ore fa) il blackout che ha investito la maggior parte delle zone di Manhattan, a New York. Le parti più interessate sono state quelle del Midtown, che è composta principalmente di hotel, e dell’Upper Side .

Le zone colpite dal blackout

Schermi luminosi di Times Square spenti, insegna del Radio Music Hall senza luce, spettacoli cancellati nei cinema e a Broadway , persone evacuate dal Lincoln Center, questi sono stati gli scenari ai quali i cittadini di New York hanno dovuto assistere. Ma coloro che sono stati colpiti di più sono state le persone che si trovavano in metropolitana (affollata più del solito durante i fine settimana) o negli ascensori, le quali sono rimaste bloccate nei primi momenti dell’assenza di energia elettrica. Successivamente, grazie all’intervento dei vigili del fuoco, sono state liberate e sono ritornate alle normalità.

Il buio improvviso ha investito anche le strade cittadine creando scompiglio alla circolazione, per via dei semafori spenti. Anche il Columbus Circle, che è molto frequentato dai turisti ed è una delle zone più trafficate, è stato evacuato. Anche per i fan di Jennifer Lopez non è stata una piacevole serata. Dopo che la cantante è salita sul palco del Madison Square Garden ha dovuto comunicare al suo pubblico che il concerto sarebbe stato annullato per via dell’interruzione di corrente.

La causa del blackout

Secondo le dichiarazioni del sindaco della città Bill de Blasio e del governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, la causa del blackout sarebbe stata un’esplosione ad una centralina elettrica che ha conseguentemente portato problemi ad altre sei nodi di distribuzione dell’energia elettrica. La società che gestisce la rete elettrica della città ha dichiarato che il guasto è stato risolto e la corrente è stata ripristinata verso mezzanotte.

 

Foto: Sky TG24; Mirror

 

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Incidente mortale a Ragusa, due bambini travolti da un Suv.

Una tragedia fatale quella accaduta in Sicilia, a Vittoria in provincia di Ragusa. Due cuginetti di 11 e 12 anni stavano giocando col telefonino sull’uscio del vicino di casa quando improvvisamente sono stati travolti da un Suv pirata.

Le condizioni dei due cuginetti

Purtroppo per Alessio, 12 anni, non c’è stato nulla da fare quando i medici sono arrivati sul posto. La giovane vittima, infatti, è morta sul colpo, mentre l’altro bambino Simone di 11 anni si trova in gravi condizioni. Quest’ultimo è stato operato, ma i medici hanno dovuto amputargli le gambe, che sono state troncate dalla vettura a folle velocità. Ora è stato trasferito nel reparto di rianimazione dell’ospedale messinese per riprendersi dal delicato intervento.

Il conducente assassino

Al volante della Jeep Renegade, che ha investito i bimbi, vi era Rosario Greco, 37enne figlio di un boss, che è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale.  Egli è risultato positivo all’alcool test, con un tasso alcolico quattro volte superiore al limite consentito per legge, e ha confessato anche di aver assunto delle droghe.  Secondo una prima ricostruzione da parte degli inquirenti, l’uomo avrebbe perso il controllo dell’auto durante una manovra di sorpasso, che sarebbe costata la vita dei poveri cuginetti.

Ma non è tutto: il guidatore del Suv si è dato alla fuga, dopo un inseguimento, però, gli agenti della polizia sono riusciti a fermarlo. Nell’auto non era da solo, ma vi erano anche altri tre passeggeri che si sono dileguati subito dopo l’incidente e che ora anche loro sono sotto indagini. I poliziotti, all’interno dell’autovettura, hanno trovato anche una mazza da baseball e uno sfollagente telescopico, una specie di manganello. Tutti questi oggetti, insieme alla macchina, sono stati naturalmente confiscati.

 

 

Foto: Corriere della Sera; Corriere TV

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Invalsi: “bocciati” la maggior parte degli studenti (e dei docenti)

I risultati del Rapporto Invalsi 2019 non sono per nulla positivi. Il quadro delineato presenta degli studenti sempre più “ignoranti”, ma la fotografia scattata dell’Invalsi sul nostro territorio pone un problema ancora più grande: il divario tra il Nord e il Sud.  Ieri mattina, alla Camera, sono stati presentati dal Ministro dell’Istruzione i dati relativi ai risultati delle Invalsi; lo stesso si dice preoccupato e stando alle sue parole l’inclusione di tutti gli studenti è un obbiettivo molto lontano.

I risultati delle Invalsi alle elementari

Per quanto riguarda la scuola primaria, i risultati delle prove Invalsi di italiano sono pressoché simili sul tutto il territorio italiano. In Matematica, invece, bisogna studiare di più. Si possono notare, infatti, notevoli differenze tra le regioni del nord e quelle del Mezzogiorno, specialmente Campania e Sardegna, dove gli alunni di quinta elementare hanno registrato risultati più bassi rispetto alla media nazionale.

Le Invalsi nelle scuole secondarie

La situazione peggiora nelle scuole medie e in quelle superiori. Tra gli studenti italiani il 35% non comprende un testo. Per la prima volta, quest’anno, anche i maturandi hanno dovuto sottoporsi al test Invalsi e in particolare, in matematica si hanno i risultati più scarsi: il 40% non ha raggiunto la sufficienza nelle prove che si basavano sull’interpretazione di grafici e sulla risoluzione di equazioni. Il problema aumenta in Sardegna, Sicilia, Campania e in Calabria dove le insufficienze arrivano fino al 60% degli studenti.

La nota dolente: le Invalsi di inglese

Beh, di sicuro non c’è da meravigliarsi: gli studenti, specialmente quelli delle superiori, sono costretti a studiare per molti anni la letteratura inglese, mentre sono pochi quei docenti che fanno esercitare i propri alunni sull’ascolto e nella conversazione. E poi ci lamentiamo dei risultati: dopo ben 13 anni di scuola, il 10% degli studenti non raggiunge nemmeno il B1 nella parte del reading (lettura e comprensione di un testo).

Nella prova del listening (ascolto), invece, solo il 35% degli studenti di tutta Italia raggiunge il B2, livello minimo del quadro di riferimento europeo. Per non parlare delle regioni del sud, dove la percentuale scende addirittura al 15% circa.


Foto: Il Sole 24 ore; Invalsi; Focus Junior